Miglioriamo il Caldwell HAMMR (art.1/5)

L’HAMMR è il rest rinculante per pistola prodotto dalla Caldwell. Trattasi dell’unica alternativa (ad oggi e per quelle che sono le nostre conoscenze) al più rinomato e costoso “Ransom Master Series Rest”. L’acronimo HAMMR sta per “Handgun Accurizing Mechanical Machine Rest”. Questa tipologia di rest, simulando il movimento di rilevamento che si verifica impugnando manualmente l’arma, permette di verificare realisticamente la precisione potenziale del connubio arma munizionamento. Nella valutazione dell’arma o di una certa tipologia di ricarica ad essa dedicata ed eliminato l’errore umano, con tali strumenti risulta possibile effetuare una significativa e ripetibile analisi dei risultati su bersaglio. Considerando l’uso hobbistico che faremo del rest, ci siamo decisi a preferire l’HAMMR al Ransom, aspettandoci comunque uno strumento spartano e migliorabile. Il rest è stato acquistato negli States, avendo valutato come conveniente il bilancio tra cambio favorevole, costi di spedizione, tempi di attesa e dazi doganali.

– HAMMR totalmente assemblato –

Caldwell HAMMR

L’HAMMR arriva parzialmente smontato e seguendo le istruzione, si dovrà procedere al facile assemblaggio (attenzione alla bulloneria, il filetto ha passo in pollici, eventuali ricambi sarebbero difficilmente reperibili). Le parti già fissate sono i due “piatti” costituenti la base del sistema ed il braccio oscillante ammortizzato idraulicamente, rimane da montare il leveraggio di scatto ed il cavo di comando. Così come letto su alcuni siti americani (purtroppo le notizie reperibili in rete in lingua italiana sono poche o nulle), ci sono balzati subito all’occhio degli aspetti di montaggio ed accuratezza di costruzione che lasciavano un pò a desiderare. Ci riferiamo in prima battuta all’accoppiamento tra le parti costituenti la base del rest e che consento l’aggiustamento in deriva dell’arma.

Le due parti della base possono scorrere l’una sull’altra sul piano orizzontale, ruotando su di un perno ed in appoggio su due riferimenti meccanici. In altre parole i punti di contatto tra le due parti meccaniche sono tre e tali punti dovrebbero essere il più complanari possibile per evitare spostamenti in elevazione durante l’aggiustamento in deriva. Guardando controluce l’appoggio tra le due parti meccaniche, si nota una complanarità non perfetta, così come schematizzato ed enfatizzato sullo schizzo a seguire:

Schema di massima

Come noto per tre punti passa un solo piano, questo è stato il presupposto di partenza per la rettifica dei supporti di base. Essi sono stati corretti con carta di ruvidità 220 applicata ad un supporto piano e rigido mediante biadesivo. Così come visibile in foto si è proceduto alla contemporanea lenta abrasione dei piani di riscontro sino ad ottenere la complanarità ricercata. Si noti come, a metà del procedimento, la parte dei supporti lucidata sia coincidente solo con gli spigoli interni, indice del difetto sopra descritto:

Rettifica della base

L’operazione di rettifica è stata condotta su entrambe le parti della base:

Rettifica della base

A seguire l’immagine della base rimontata:

Supporti di base montati

Superato il problema della complanarità delle basi, abbiamo notato una tendenza ad allentarsi del perno di rotazione del braccio oscillante, allentamento che potrebbe pregiudicare la precisione di riposizionamento in batteria:

Cuscinetto originale

Al fine di migliorare il sistema, il cuscinetto reggispinta originale di piccole dimensioni che insiste su rondelle, è stato rimpiazzato con un vero cuscinetto reggispinta su piattelli in acciaio opportunamente profilati:

Confronto cuscinetti

Il nuovo cuscinetto montato:

Nuovo cuscinetto

Ulteriori piccole modifiche hanno riguardato l’ammortizzatore idraulico e l’ancoraggio del cavo di leveraggio sul grilletto.
In particolare la molla idraulica che presenta entrambe le estremità (sia stelo che cilindro) terminate con agganci filettati è stata smontata e capovolta per permettere allo stelo di essere continuamente “bagnato” per gravità dall’olio interno al cilindro. In tal modo la risposta della molla idraulica risulta più fluida e si riduce nel contempo l’usura degli O-ring di guarnizione al cilindro in pressione. Valutata la forza resistente della molla idraulica, si è ottenuta una forza di richiamo compresa tra i 9Kg di inizio corsa ed i 14Kg di fine corsa. Rimontando le sezioni filettate sugli opportuni agganci in alluminio, si raccomanda l’applicazione di qualche goccia di frenafiletti.

Aggancio stelo molla idraulica

Per l’applicazione del cavo di scatto si è dovuto inserire un piccolo spessore sulla sede di ancoraggio (1) in modo da allontanare il cavo stesso dalla struttura del rest. Infatti nel montaggio normale, al richiamo del leveraggio, il cavo forza lo strofinio della leva sul braccio oscillante (2) :

Modifica aggancio cavo

Infine si è levigato il bullone per la regolazione dell’alzo in batteria:

Regolazione alzo

Il rest così accuratizzato è pronto per l’uso in poligono. Prima di procedere con la prova a fuoco è necessario però montarlo su di un robusto piano di legno e costruire i riscontri modellati sull’impronta del calcio della pistola da testare. Per molti modelli di pistola questi inserti sono già disponibili e risultano applicabili anche quelli pensati per il Ransom rest. Purtroppo per la Tanfoglio Stock II, arma che useremo, gli inserti non si trovano e dovranno essere costruiti ad hoc. Illustreremo su di un prossimo articolo il procedimento seguito.

Conclusioni

l’HAMMR ci sembra solido ed essenziale. La soluzione progettuale è spartana ma ci auguriamo funzionale. Purtroppo l’attenzione al dettaglio ci sembra un pò lacunosa ma nulla che non possa essere colmato con qualche ora di lavoro. Il risultato finale sul campo sarà la vera conferma delle prime impressioni.

 


Se l’articolo ti è piaciuto, condividilo su Facebook !
 



Articoli correlati:

HAMMR: stringiamo la rosata HAMMR: costruiamo la base in legno (art.2/5) HAMMR: eseguiamo il calco dell’arma (art.3/5) HAMMR: montiamo la sensoristica (art.4/5)
HAMMR: stringiamo la rosata HAMMR: costruiamo la base in legno (art.2/5) HAMMR: eseguiamo il calco dell’arma (art.3/5) HAMMR: montiamo la sensoristica (art.4/5)

 


 

– indice –

2 Commenti

  1. Alberto Sensei

    Attendiamo allora con ansia la prova sul campo.
    Come pure ovviamente la ricetta per il 9×21 dalla rosata più stretta del mondo! 🙂

  2. Speedy

    Per avere le condizioni al contorno minime per poter effettuare delle prova significative, e’ indispensabile “procurarasi” tutti gli “elementi” necessari, spesso costruirseli ad hoc. Si comprendera’ meglio dai prossimi articoli a cosa mi riferisco e di quanti step intermedi sia in realta’ costituito tale percorso. Cmq siamo determinati… lenti ma inarrestabili 🙂 !

    Per la rosata piu’ stretta al mondo … poi vedremo 😮

Lascio un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA image
*