Rosata stretta… rosata larga…

di Giuseppe Mingoia          

Il risultato sul bersaglio è ciò che ogni tiratore valuta e compara: con gli amici, se si tratta di tiro ludico informale o con gli avversari se si tratta di una gara.

Questo risultato viene determinato dalla disposizione dei fori lasciati dai proiettili sulla carta, disposizione chiamata comunemente “rosata”. Il termine viene mutuato per similitudine dalla rosata dei pallini dei fucili a canna liscia. La dispersione di tali fori, ristretta o allargata, determina la precisione dell’arma, quella del munizionamento e le capacità del tiratore.

Nel valutare la rosata è uso comune stimare la dispersione massima dei colpi ossia, il diametro massimo in cui essi si possono inscrivere. Tuttavia, nella pratica, ci accorgiamo che a parità di dispersione massima alcune rosate sono decisamente più raggruppate di altre e l’incremento del diametro massimo va a dipendere da pochi colpi anomali, isolati e distanti, i famigerati “flyers”. Il diametro massimo di rosata quindi non può essere il solo parametro di riferimento perché, di fatto, non è sufficiente a descrivere puntualmente il risultato ottenuto.
 

Dispersione massima e concentrazione media statistica

Scendiamo quindi un po’ più nel dettaglio e osserviamo, oltre all’ampiezza massima della rosata, anche la distribuzione dei colpi all’interno di questo diametro massimo. Ad esempio, passa una grande differenza tra due rosate di 10 colpi (vedi figura) aventi entrambe un diametro massimo di 53mm (2.1″) ma, con una avente 8 colpi contenuti in 22mm e l’altra con tutti e 10 i colpi tra 31 e 53mm.

– Comparazione di due possibili rosate –

 

Sulla rosata “bella”, la #2, potremmo identificare i due colpi più distanti come “flyers”; mentre l’altra, la #1, sarà senz’altro qualitativamente inferiore. Ecco quindi che si introduce il concetto di raggio medio della rosata (in inglese: Average Mean Radius). Come si misura ? Identificato il centro del raggruppamento dei colpi, si misura la distanza da questo al centro di ogni foro, si sommano i risultati e si divide per il numero totale dei colpi. Si otterrà così il raggio medio di rosata che, moltiplicato per due, darà il diametro medio, zona del bersaglio in cui è statisticamente più probabile colpire.

Ci si chiederà adesso: come si calcola il centro della rosata ? Non è intuitivo e appunto qui casca l’asino: inizialmente pensavo di disegnare con il compasso un cerchio contenete tutti i colpi ed il centro era bello e trovato. Assolutamente no, il metodo fai da te è troppo approssimativo, bisogna invece applicare un metodo rigoroso.

Devo all’amico americano “Molon”, questo il suo nickname sul sito AR15.com, i diagrammi che mostro a seguire. Allora: si traccia una riga orizzontale passante per il centro del foro più basso di tutta la rosata ed una riga verticale passante per il centro di quello più a sinistra. Queste rette costituiranno gli assi di un piano cartesiano:

– Determinazione asse delle ascisse –

 

– Determinazione asse delle ordinate –

 

Si misura la distanza tra ogni centro foro e l’asse orizzontale (valori ordinata), se ne fa la somma e si divide per il numero dei colpi ottenendo il valore medio dell’ordinata:

– Misura ordinate –

 

Poi si fa la stessa cosa misurando la distanza tra ogni centro foro e l’asse verticale (valori ascissa) ottenendo il valore medio dell’ascissa:

– Misura ascisse –

 

A questo punto si riportano sugli assi i rispettivi risultati e si tirano le due rette perpendicolari, ovvero la media delle ascisse e quella delle ordinate. Queste rette si intersecano in un punto che sarà proprio il centro statistico della rosata (baricentro dei colpi).

– Determinazione baricentro dei colpi –

 

Si misura ora la distanza dal centro medio della rosata al centro di ogni foro, si sommano i risultati e si divide per il numero dei colpi, si otterrà così il raggio medio di rosata.

– Distanze centri –

 

– Raggio medio di rosata –

 

Conclusioni

Come mostrato, la corretta valutazione di una qualunque rosate contenete più di due colpi deve necessariamente basarsi su due parametri: diametro massimo (Extreme Spread) e raggio medio (Average Mean Radius).

A parità di arma e tiratore, le caratteristiche della rosata sono anche indicative del livello qualitativo del munizionamento. In ambito militare ad esempio, l’accettazione di un lotto di munizioni è spesso subordinato alla rosata ottenibile. Adesso ci spieghiamo come nelle specifiche di accettazione, qualcosa del tipo: 1,9” (48mm) a 600 yards per il 7,62 Nato (10 colpi, arma bolt-action vincolata su rest), in realtà non si faccia riferimento alla dispersione massima ma, si prenda in considerazione il parametro statistico, ossia il raggio medio di rosata.

I calcoli per la valutazione della rosata vengono eseguiti da numerosi programmi automatici, essi si basano tipicamente sulla scansione dell’immagine del bersaglio. Conoscere l’algoritmo di analisi permette di utilizzare tali sistemi al meglio. Inoltre, comprendere il metodo di calcolo ci consente, se ne avessimo voglia, di eseguire la stima carta e penna… volete mettere il piacere di tirare le righe e misurare con il righello come ai vecchi tempi ?! 🙂
 


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