Stima del vento e influenza sulla traiettoria

 

Come noto, nel tiro long-range, la variabile più difficile da imbrigliare in una corretta valutazione della traiettoria è senza dubbio l’intensità del vento. Questa imprevedibilità è legata a diversi motivi:
– il tiratore deve sviluppare una capacità di osservazione tale da poter effettuare una corretta stima di direzione e intensità;
– il vento non soffia in modo costante;
– nel tiro a grande distanza il proiettile incontrerà condizioni differenti procedendo lungo la traiettoria;
– l’interazione tra il vento e l’orografia del terreno potrebbe determinare fenomeni inattesi.

Altro elemento poco noto ma sostanziale è il fatto che le rilevazioni statistiche sul vento ci dicono che la distribuzione temporale della velocità non è quella a cui siamo “normalmente” abituati, ossia quella in cui il valore medio di intensità è anche il più probabile che si verifichi (distribuzione gaussiana) ma, essa assume un andamento per alcuni versi controintuitivo, ossia l’intensità del vento più probabile non coincide con la velocità media osservabile (distribuzione Weibull). Quindi, se dopo un certo periodo di controllo aspettiamo che il vento raggiunga il valore medio per settare la nostra arma e sparare, durante il tempo di volo del proiettile è statisticamente molto probabile che il vento cambi.

Per questi motivi, sul campo di tiro, abbiamo la necessità di semplificare il più possibile, concentrando la nostra attenzione sugli elementi essenziali da osservare. Una buona agevolazione è ottenibile suddividendo la linea di tiro in tre parti ed osservando l’intensità del vento per ciascun terzo della traiettoria. Procedendo nella nostra semplificazione ci domandiamo adesso: in termini di deflessione del proiettile, quale terzo della distanza tra tiratore e bersaglio conta di più ?
Sui campi di tiro spesso si sente dire che il vento al bersaglio, ossia il vento dell’ultimo terzo della distanza, influenza maggiormente la traiettoria perché la pallottola ha già subito un certo rallentamento e sarà così esposta per più tempo all’azione del vento. Ma è veramente così ?

Per effettuare questo genere di valutazione ci viene in aiuto l’equazione di Didion (poi ripresa da R.L.McCoy) e da noi già esposta su un precedente articolo: link. L’equazione dice che la deviazione del proiettile è proporzionale all’intensità del vento (W) e alla differenza tra il tempo di volo reale (t) e il tempo di volo del proiettile senza l’effetto frenante dell’aria (tv):

D = W • (t-tv)

dove:
D = deviazione (m)
W = velocità del vento (m/s)
t = tempo di volo (s)
tv = tempo di volo nel vuoto (s)

Il tempo di volo nel vuoto è dato a sua volta dalla relazione:

tv ≈ X0/V0

dove:
X0 = distanza dal bersaglio (m)
V0 = velocità iniziale (m/s)

Il termine (t-tv) viene anche detto “lag time” o tempo di ritardo ed è il termine che deve essere minimizzato per ridurre la deviazione (innalzamento del coefficiente balistico). Quindi, rispondendo ad una delle domande che ci eravamo posti possiamo dire che: non conta affatto quanto il proiettile resti esposto al vento ma, conta solo ed esclusivamente il ritardo che questo subisce rispetto al moto ideale a velocità costante (no attriti).

Ma andiamo oltre e proviamo a capire quale porzione della traiettoria influenza maggiormente la deflessione del proiettile. Per effettuare questo tipo di calcolo la formula di Didion va modificata come segue:

dove (vedi anche figura):
D = deviazione (m)
W = intensità del vento nel tratto considerato (m/s)
R = distanza totale (m)
Xi = punto di inizio del tratto (m)
Xi+1 = punto di fine del tratto (m)
ti = tempo di volo all’inizio del tratto (s)
ti+1 = tempo di volo alla fine del tratto (s)
Vi = Velocità iniziale al tratto (m/s)
Vi+1 = Velocità finale al tratto (m/s)

– Schema di calcolo della deviazione dovuta al vento per un segmento di traiettoria –

 
Usando quest’equazione è possibile valutare la deviazione causata dal vento sul proiettile per ogni tratto della linea di tiro. Consideriamo ad esempio il calibro 308 Winchester, con palla Scenar-L da 175gr lanciata a 820m/s, ed un bersaglio a 990m. Supponiamo un vento trasversale di 10Km/h (2.8m/s) ed esaminiamo la deriva del proiettile nell’ipotesi che il vento soffi solo su un terzo di traiettoria per volta (330m). In queste condizioni otteniamo il grafico a seguire:

– Comparazione dell’effetto del vento se vicino, mediano o lontano –

 
Come visibile dall’istogramma, il medesimo vento che soffia per la medesima distanza (330m) ha effetti differenti a seconda che sia vicino, mediano o lontano. Più esattamente, sulla distanza totale di 990m, il vento dell’ultimo terzo di traiettoria ha effetti decisamente inferiori se comparato a quanto accade sui primi due terzi della stessa.

Similmente a quanto mostrato, consideriamo adesso l’effetto cumulato sulla deviazione del proiettile di un vento trasversale, questa volta di intensità costante sull’intero tratto arma-bersaglio. Ci accorgiamo che circa il 50% dello spostamento laterale sarà dovuto al primo terzo della distanza percorsa, un altro 35% al terzo mediano e solo poco più del 15% al terzo di traiettoria prossimo al bersaglio (percentuali medie ed indipendenti dall’intensità del vento).

– Effetto del vento segmentando la distanza –

 
Rispondendo quindi alla domanda posta sopra, possiamo affermare che i primi due terzi della distanza dal bersaglio devono essere accuratamente valutati, si potrà invece trascurare il vento prossimo al bersaglio.

Conclusioni

Sappiamo che l’influenza del vento su un proiettile aumenta notevolmente al cresce della distanza di tiro. La nostra analisi mostra come il primo terzo della traiettoria sia il più critico per una adeguata stima della correzione in deriva. Anche la porzione mediana della traiettoria assume notevole importanza, soprattutto al crescere delle distanze. Nell’intento di alleggerire il lavoro di valutazione del tiratore, il vento sulla porzione di traiettoria prossima al bersaglio può essere, in prima approssimazione, trascurato.
 
 


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1 Commento

  1. Mario

    Articolo molto interessante e soprattutto MOLTO comprensibile.
    Complimenti
    Mario

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