Modifica di una pressa Dillon SDB: videocamera e contapezzi digitale

 

Pressa Dillon Square Deal B

 

Utilizzando le presse progressive, ho pensato che sarebbero state utili due funzioni:

1) tenere il conto delle munizioni prodotte per sessione

2) vedere facilmente il livello della polvere all’interno del bossolo

Punto 1 – Numero di munizioni

Seguendo l’ottima idea di Giovanni Pironti (dal sito sardiniashootingclub) in merito all’uso di un contapassi come contatore, ho realizzato sulla mia pressa un sistema contacolpi. Quanto indicato nell’articolo di Giovanni in relazione alla modifica del contapassi rimane invariato, ciò che ho modificato è invece il sistema del sensore, ossia quella parte che chiude ed apre un contatto elettrico al passaggio della cartuccia finita o, come nel mio caso, del bossolo.
Giovanni ha utilizzato come sensore un pulsante premuto dalla stessa cartuccia nel passaggio dal quinto die, il factory crimp. Sulla pressa Square Deal i dies sono solo quattro. L’ultimo die e’ usato per il crimpaggio della palla, parametro che deve essere regolato finemente. Per tale ragione ho preferito, anche se in linea teorica possibile, non intervenire sul quarto die inserendovi all’interno il pulsante.

Rimaneva il problema sensore: inizialmente avevo pensato a sensori infrarossi posti sulla scivola della pressa (quella su cui transitano verso un contenitore esterno i colpi finiti) o, in alternativa, ad un micro-switch sul cassetto del dosatore. Provati, questi sistemi si presentavano però non molto affidabili.

Anche il contapassi non modificato posto sul dosatore polvere, elemento che durante il funzionamento della pressa ed in presenza del bossolo assume un moto alternativo verticale, dava false indicazioni a causa dello scuotimento della pressa stessa durante l’uso.

Figura 1: Posizione del magnete e del contatto


06-08-07_1344.jpg

La soluzione è arrivata usando dei contatti magnetici per antifurto. Tali contatti sono costituiti da due parti cilindriche in plastica o ottone: quella priva di fili non è altro che un magnete, l’altra contiene il vero e proprio contatto elettrico (meglio conosciuto come contatto Reed). Tale contatto viene chiuso se immerso in un adeguato campo magnetico. Ne consegue che, quando le due parti sonno sufficientemente vicine, il campo del magnete sarà tale da determinare la chiusura del circuito che altrimenti rimarrà aperto. Come visibile dalle foto, il magnete è stato fissato sul fermo del die dosatore/svasatore, il contatto elettrico è invece solidale al dosapolvere. L’azione sulla leva della pressa non è quindi sufficiente a fare incrementare il conteggio in quanto l’allontanamento tra magnete e contatto si avrà solo al movimento del dosatore ossia, solo quando sarà presente un bossolo da riempire.

Figura 2 e 3: Posizione del magnete e del contatto reed – connessione del contapassi

Fig.2

Fig.3

Il sistema del sensore magnetico, grazie all’assenza di un’azione meccanica diretta sui contatti, garantisce minime usure ed affidabilità maggiori.

Figure 4 e 5: Posizione della staffa di fissaggio e sistema antiscuotimento a slitta

Fig.4

Fig.5

Il contapassi è stato alloggiato su di una staffa fissata ad una delle viti di serraggio del contenitore trasparente della polvere. Approfittando della presenza di tale staffa ho anche realizzato una guida a slitta che, appoggiandosi sul tubo contenente gli inneschi, limita le oscillazioni del dosapolvere durante il suo movimento verticale.

Punto 2 – Vedere dentro il bossolo

Avendo in casa una mini-telecamera B/N ricuperata da un citofono ed un vecchio televisore portatile CRT (entrambi gli elementi comperabili a poco su Ebay) ho messo insieme ciò che e’ visibile sulle foto: l’immagine ravvicinata dello shell plate catturata dalla telecamera, viene riproposta sul piccolo schermo CRT. I bossoli saranno così ingranditi e sempre ben visibili. Per distinguere con chiarezza l’interno del bossolo ed il livello della polvere contenuta, ho aggiunto vicino alla camera un led bianco ad alta luminosità.

La telecamera viene sorretta da una piccola squadretta di alluminio opportunamente sagomata e fissata alla sinistra della pressa. E’ necessario fare attenzione che il posizionamento della camera non sia di intralcio per l’inserimento manuale delle palle sui bossoli.

Figure 6 e 7 – Posizione della videocamera e vista generale

Fig.6

Fig.7

Le connessioni elettriche alla camera sono essenziali, servono infatti solo: una alimentazione a 12V DC ed il collegamento video alla TV esterna. Per il diodo ad alta luminosità, volendo usare la medesima alimentazione della telecamera (12V) si è connessa in serie al diodo una resistenza da 330Ohm ottenendo così una corrente approssimativamente compresa tra 20 e 30mA, più che sufficiente per una buona luminosità (verificare in base alla tipologia del diodo led).

Ecco in conclusione l’immagine dello shell-plate visibile sul monitor:

Figura 8: Visione dal monitor

04-08-07_2050.jpg

 


Se l’articolo ti è piaciuto, condividilo su Facebook !
 



Articoli correlati:

 


 

– indice –

3 Commenti

  1. livio

    spiegazione perfetta….foto inguardabili!complimenti per l’impegno e il risultato,

  2. Speedy

    Grazie per i complimenti… per le foto hai ragione ;-), questo è stato uno dei primi articoli ed i mezzi all’epoca erano un po’ “arrangiati”…

  3. Remo

    Per carità… Ingegnoso…ma a me sembra tempo sprecato…. Non hai sempre lo sguardo al monitor…

Lascio un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA image
*